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Welcome at the Circus

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Song by:
Mina e Raffaella Carrà
Title:
Questo è il finale di Milleluci

TNK for the song:
Canarino Mannaro



House :D
Grazie a Canarino_Mannaro
divertitevi con www.doppelme.com



Questo è Gigio Nicola





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Svegliarmi presto
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Il mio "Gigio" Pagliaccetto NICOLA
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The The Flame!

Trucco e Parrucco

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ma che perpetuo questo moto!
"Il rosso, il bianco e l'azzurro. E poi il rosso sul bianco e ancora tanto bianco; ancora tanto azzurro. Lo sguardo spiazzava in alto per cercare disperatamente lassù qualche appiglio, un aiuto. Ma non c'era niente a cui appigliarsi, tranne l'azzurro profondo e schietto del cielo che stava là immobile e assente a guardarlo. Il bianco freddo gli dava una piacevole sensazione a contatto col calore del rosso; tuttavia il bianco freddo paralizzava quasi completamente molte parti del corpo. Penso che i colori erano una splendida creazione della natura e che il nostro occhio percepiva tramite essi il multiforme e variopinto aspetto della realtà delle cose in tutta la loro bellezza."
Senza Mani!

*loading* Acrobati di passaggio...

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La Cage Aux Folles:
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Movie Reviews




sabato, maggio 17
Pioggia


...la pioggia cade sempre in basso.
È inutile guardare in alto.


Love&RainPride
Zio|House™


Acrobazia di: housebs alle ore 14:30 | acrobazie di questo acrobata | commenti (3) | Circus Tag: natura, riflessioni, eventi, amici, arte e artisti, weekend, significato, blogger, clown, cantastorie, circo, freaks, gay life, ha detto, testi e parole, aforismi pensieri sparsi, bears gay, uomini e maschi
venerdì, maggio 16
La Freccia Rossa, nel segno del mito.


È stato Enzo Ferrari a definirla “la corsa più bella del mondo”.
Aveva ragione.

Oggi, a 80 anni dalla prima edizione, Mille Miglia è in tutto il mondo il simbolo ineguagliabile della grande passione per l’automobile.
L’automobile come avventura, emozione, scoperta.

La Freccia Rossa è un sogno che, da Brescia a Roma, percorre le strade di tutti i continenti.

Senza fermarsi mai.

Brescia 15/05/2008 – È partita da Viale Venezia a Brescia l’edizione 2008 della Mille Miglia, la “più bella corsa del mondo” nella definizione che ne diede Enzo Ferrari. La prima edizione si svolse più di 80 anni fa, ma allora la competizione che da Brescia giungeva a Roma e risaliva a Brescia dopo quasi 1.600 km era agonistica e tale restò fino al 1957. Vent’anni dopo, nel 1977, per omaggiare il cinquantenario della Mille Miglia, si decise di disputare la rievocazione storica di quella corsa, ma l’evento non restò isolato e dopo edizioni sparse divenne, dal 1987, a cadenza annuale, conquistando anch’esso tratti epici. La Mille Miglia storica è infatti un vero e proprio Museo viaggiante di auto d’epoca, quei modelli omologati fino al 1957 che ebbero la possibilità di correre la Mille Miglia agonistica.

A volere fortemente la Mille Miglia fu negli anni 20 l’Automobile Club di Brescia, nato in seguito ad una “lite” con il Club di Milano per l’organizzazione di gare automobilistiche. Ad animare la passione per i motori erano quattro “moschettieri”: Franco Mazzotti, Aymo Maggi, Renzo Castagneto e il giornalista della Gazzetta dello Sport Giovanni Canestrini, che secondo la leggenda decisero di organizzare l’allora folle corsa in una notte di vigilia di Natale. Nacque così il mito della Mille Miglia, che sfrecciava nella notte a velocità pazzesche tra gli Appennini e le città più belle dell’Italia centrale. La rievocazione storica della corsa non ha mai rinunciato a quegli itinerari e anche questa edizione 2008 si svolgerà in tre tappe, dal 15 al 18 maggio, che dallo storico Viale Venezia a Brescia porteranno a Ferrara, quindi dalla città estense a Roma e infine, ultima lunghissima tappa, da Castel Sant’Angelo di nuovo a Brescia.

Scendendo verso sud si passerà per Ravenna, San Marino, Urbino, Assisi, Spoleto; tornando al nord per Siena, Firenze, Mantova, tra le altre città. Le richieste di partecipazione all’edizione 2008 hanno quasi sfiorato quota 2.000, ma alla corsa non partecipano più di 375 auto, accuratamente selezionate dopo presentazioni ai quattro angoli del pianeta. L’organizzazione della Mille Miglia (da quest’anno assegnata a una nuova società, Mac Events) dura infatti un anno e prevede road-show, tra l’altro, a New York, a Mosca, a Londra, al Salone dell’Auto di Ginevra.

La passione per la “corsa più bella del mondo” è infinita, i club che la celebrano sono in Giappone, in Argentina, in California. Partecipare non è facile: al di là dei costi di iscrizione (poco più di 5.000 Euro), l’equipaggio deve avere auto d’epoca perfettamente funzionanti e in regola con la Certificazione FIA Heritage, o disporre almeno di una Fiche CSAI o del Passaporto Fiva sito Internet www.1000miglia.eu è possibile scoprire tutte le auto ammesse all’edizione di quest’anno, con tanto di foto e schede per ciascuna.



Yello | The Race

Love&RacePride
Zio|House™
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Acrobazia di: housebs alle ore 00:19 | acrobazie di questo acrobata | commenti (4) | Circus Tag: eventi, amici, brescia, follie, arte e artisti, weekend, spam, significato, blogger, cantastorie, circo, freaks, tendenze, 1000 miglia, gay life, ha detto, anno 2008, bears gay, sono quel che sono stop, uomini e maschi
giovedì, maggio 15
"Gomorra" di Matteo Garrone al festival de cannes

"GOMORRA"

Gomorra di Roberto Saviano è stato un vero e proprio fenomeno, editoriale e non solo. Un milione di copie vendute, per settimane è rimasto nella lista dei 100 milgiori libri del 2007 stilata dal New York Times. Ora Matteo Garrone, ne ha fatto una sua, interpretazione, per il cinema.

Gomorra è un libro che racconta il potere della camorra, la sua affermazione economica e finanziaria, e la sua potenza militare, la sua metamorfosi in comitato d'affari. Una scrittura in prima persona fatta dal luogo degli agguati, nei negozi e nelle fabbriche dei clan, raccogliendo testimonianze e leggende. La storia parte dalla guerra di Secondigliano, dall'ascesa del gruppo Di Lauro al conflitto interno che ha generato 80 morti in poco più di un mese. Una narrazione-reportage che svela i misteri del "Sistema" (così gli affiliati parlano della camorra, termine che nessuno più usa), di un'organizzazione poco conosciuta, creduta sconfitta e che nel silenzio è diventata potentissima superando Cosa Nostra per numero di affiliati e giro d'affari.

"Un film di guerra ambientato nel 2007 a 150 km da Roma", così Matteo Garrone definisce il suo Gomorra tratto dal bestseller di Roberto Saviano (l'autore è sotto scorta a causa delle minacce). Autore intelligente e talentuoso, Garrone ( Primo amore, L'Imbalsamatore ) non nega una certa preocuppazione di fronte al grande successo del romanzo/reportage. "L'avevo scelto prima che diventasse un bestseller e, quando è successo, mi è venuta un'ansia terribile". Ugualmente il regista non ha rinunciato alla sua personale chiave di lettura. Se il libro di Saviano è un viaggio, raccontato in prima persona nel potere economico e 'militare' della camorra, Garrone ha scelto invece di raccontare sei episodi (in un primo tempo il film doveva intitolarsi Sei brevi storie), soffermandosi "sui personaggi che il libro racconta con delle pennellate". Piccole terribili storie come quella di Franco (Toni Servillo), coinvolto nel giro dei rifiuti tossici, o Tonino (Salvatore Ruocco) il killer, cresciuto alle Vele di Scampia. I luoghi sono infatti il porto di Napoli, Scampia, Castelvolturno e Terzigno. Garrone ha scelto gli attori dopo numerosi provini nei teatri della provincia partenopea, alla ricerca di una genuina espressività napoletana. Anche perché Gomorra nasce come spettacolo teatrale, scritto da Saviano e diretto da Mario Gelardi, poi l'autore lo diede alle stampe e arrivò il successo e il clamore che conosciamo. "Non aspettatevi un film di denuncia, ne' una inchiesta. Non voglio fare il moralista. Mi sono soffermato sui personaggi. Studiare questa umanità è stato l'aspetto che mi ha interessato maggiormente", ha affermato il regista. Da sottolineare che Gomorra ha un latitante nel progetto e anche attraverso le sue parole intende dire no alla camorra. La colonna sonora del film include una canzone di Rosario Armani (all'anagrafe Buccino), paroliere del genere neomelodico napoletano, al momento latitante dato che è stato condannato per reati contro il patrimonio.

Regia: Matteo Garrone | con Toni Servillo, Maria Nazionale, Salvatore Ruocco, Gianfelice Imparato.

Genere: Drammatico

Data di uscita: 16-05-2008  Domani!!

Acrobazia di: housebs alle ore 15:00 | acrobazie di questo acrobata | commenti (2) | Circus Tag: riflessioni, eventi, eros, follie, arte e artisti, clown, cantastorie, circo, gomorra, freaks, tendenze, gay life, ha detto, anno 2008, bears gay, cinemage, uomini e maschi
HERCULES AND LOVE AFFAIR
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HERCULES AND LOVE AFFAIR

Titolo: Hercules And Love Affair
Etichetta: Dfa
Anno: 2008
Genere: disco-pop-sperimentale
TrackList:
   1. Time Will
   2. Hercules Theme
   3. You Belong
   4. Athene
   5. Blind
   6. Iris
   7. Easy
   8. This Is My Love
   9. Raise Me Up
  10. True False/Fake Real

Innanzitutto un po’ di coordinate, tanto per capire da che parti stiamo. Andrew Butler, unico titolare dell’intestazione Hercules And Love Affair, nasce a Denver dove, fin da giovane, fa il dj nei warehouse party e nei leather bar. Ora, cosa siano i warehouse party lo sappiamo più o meno tutti. Un leather bar, invece, è uno di quei posti dove si riunisce una particolare categoria estetica del popolo gay, quella degli appassionati di uniformi di cuoio nero e borchie.

E poi Antony Hegarty (sì, proprio quell’Antony), che presta voce e liriche alla maggior parte delle tracce. Questo merita un discorso a parte. Antony, invitato a cantare pressoché da chiunque, come ospite è spesso finito per essere fuori luogo, troppo invadente e personale su pezzi non suoi. Qui, invece, offre probabilmente i suoi migliori featuring di sempre. E si propone definitivamente come icona e centro di tantissima queer-culture, a suo agio anche su brani dance, interprete intelligente che stavolta non cade in eccessivi sbrodolamenti, qua e là addirittura asciutto. Un indizio di questa particolare sensibilità per certi versi inedita lo aveva dato quella splendida cover di “Crazy In Love” di Beyoncé che aveva portato recentemente in tour con i Johnsons.

A questo punto abbiamo capito che musica fa Andrew Butler. La sua è una rielaborazione della musica da ballo più soulful, quella storicamente più legata alle comunità gay di tutto il mondo, New York e Chicago in testa. La house dei primordi, quindi.
“Time Will” riprende la linea di basso di “Your Love” di Frankie Knuckles alzandola di tonalità, utilizzando quel processo di furto/citazione affettuosa tipico del genere. E “You Belong” è una delle cose più simili alla vecchia house di Chicago che sia mai stata tirata fuori da un produttore estraneo alla scena per geografia e tempo.
Ovviamente non potevano mancare momenti di tripudio disco. “Hercules Theme” è un omaggio chiaro fin dal titolo, che richiama quello che viene ritenuto il primo pezzo disco della storia, il celeberrimo “Love’s Theme” della Love Unlimited Orchestra (1973). Il suo incedere è pura disco, così come i fiati e il delizioso coretto. Altrettanto “discheggiante” l’ottima chiusura, la giocosa “True False/Fake Real”.
E ancora momenti di pop più o meno deviante come “This Is My Love”, che per melodia e arrangiamenti vocali, se non addirittura per l'interpretazione di Butler, sembra gli Of Montreal. O “Athene”, semplicemente scintillante.

Centro concettuale è, manco a dirlo, il singolone: “Blind” riassume tutto. Non stupisce che sia subito piaciuta al team Dfa: l’andamento è funkeggiante, e il pezzo è pervaso da quello spirito sublime che abitava le grandi tracce house di un tempo. Affinità elettive che hanno portato Tim Goldsworthy a volersi occupare della produzione insieme a Butler.
E su “Blind” il cerchio che si chiude. Frankie Knuckles la remixa. Il brano, purtroppo, si trova solo sul singolo, ma avete il dovere morale di procurarvelo. Antony. Una bomba come “Blind”. Frankie Knuckles. Lo ripeto, va’: Frankie Knuckles. Devo aggiungere altro? Se quest’anno dovete ascoltare solo un pezzo, fate che sia questo. “Blind” esce dal trattamento come un potenziale classico di Chicago dimenticato nei cassetti per venti anni. Sarà quel pianoforte, sarà il feeling di costante elevazione, sarà che la forza emotiva di questa traccia non si può spiegare a parole.

Da tutto questo, e dalla sedimentazione che avrà nei giorni che seguiranno i primi ascolti, emerge il maggior punto di forza dell’album. Visto nel suo insieme questo esordio appare come un’opera realmente finita. Un lavoro compiuto come pochi. Un immaginario rievocato, riassunto e aggiornato nello spazio di neanche cinquanta minuti. Un puzzle in cui i tasselli concorrono a formare una figura chiarissima. I fili rossi, tirati tutti insieme, partono da diverse sfaccettature di oltre tre decenni di cultura gay (musicale e non) ma conducono a un unico stile, a un’unica sintesi: una mirabile metabolizzazione, un’elaborazione preziosa, anche per quanto sentita da chi le ha dato vita.

[ZioMario] ;-) Voto: 10
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"Blind"


Love&Affair|ZioHouse™

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