In confronto a John Joseph dei Cro-Mags siamo tutti delle mezze seghe
INTERVISTA DI TREVOR SILMSER [FONTE VICELAND.COM]
Un mattino, mentre mi trascinavo al lavoro con dei postumi imbarazzanti, impietosito da me stesso, mi sono imbattuto in John Joseph, che conoscevo vagamente per via di amici in comune all’interno della scena hardcore di New York. John è stato la voce dei Cro-Mags, i responsabili di Age of Quarrel, ovvero il miglior disco hardcore di sempre. Negli anni ho sempre sentito raccontare una marea di storie assurde su John, ma non ho mai avuto le palle di chiedergli cosa ci fosse di vero, e cosa no. Ora che ho letto la sua autobiografia, so che un sacco della merda che avevo sentito dire su John—e molto altro ancora—era vera eccome. Sì, a 14 anni è scappato di casa e ha vissuto per le strade di Rockaway a Brooklyn. Sì, ha venduto finti acidi al Madison Square Garden, è entrato nella marina e ha poi disertato, ha frequentato i Bad Brains, e vissuto con gli Hare Krishna a New York City e alle Hawaii.
Ma torniamo a noi. Quandi ho incontrato John ero ridotto uno straccio. L’ho salutato e mi ha risposto, “Come va, bro? Non hai una bella faccia.” Gli ho confessato che mi sentivo male. John mi ha afferrato per la spalla, mi ha trascinato fino ad un venditore di succhi di frutta nei paraggi, ha ordinato un miscuglio di cose che non avevo mai sentito prima, e poi mi ha passato una bottiglietta piena di medicine liquide naturali dicendomi, “Questo ti dovrebbe aiutare a stare meglio.” Aveva con sé un bel po’ di buste della spesa, e gli ho chiesto come mai. Mi ha risposto che erano dei pasti caldi per i senzatetto. Che cazzo!? Quel preciso istante ha avuto un grosso impatto su di me. Mi sono sentito completamente fottuto—come se avessi perso la strada. John Joseph è in giro ad aiutare un tipo con dei postumi da sbronza patetici e allo stesso tempo si porta dietro dei pasti caldi per i barboni. Scherzi? In più era nei Cro-Mags e ha scritto una delle biografie più intense che io abbia mai letto. Si può sapere come cazzo ha fatto?
Vice: Quello che hai scritto non è un libricino. È una bibbia.
John Joseph: Ah, è la stessa cosa che mi ha detto mio zio. Mi fa, “Gesù Cristo, potrei usarlo per tramortire la gente.” Recentemente mi trovavo a cena al ristorante Caravan of Dreams con Googie dei Misfits e un tipo mi si è avvicinato dicendomi che aveva preso il libro, ed era pazzesco. C’erano queste ragazze sedute con noi tutte meravigliate, “Oh, hai scritto un libro?” Così ho cominciato a raccontare loro le storie del Lower East Side—della roba fottutamente pesante. Hanno chiesto a Googie se lo aveva letto e lui ha risposto, “Non ne ho bisogno. Ho già sentito queste cazzo di storie milioni di volte.”
Lui è nel libro, vero?
Già, perché quando ero un bambino mi ha visto gironzolare in bici per Rockaway. Deve aver pensato qualcosa del tipo, “Che cazzo sta facendo quel ragazzino?” Rockaway al tempo era il rifugio estivo degli irlandesi. Tutte le famiglie povere irlandesi avevano dei piccoli bungalow dove trascorrevano l’estate, e tra queste c’era la sua.
Avevi 14 anni e vivevi per strada.
Sì, ero un fattorino d’eroina.
Come hai fatto a stare a contatto con così tante droghe senza farne uso?
E invece ne ho prese, di droghe. Una volta ho provato l’eroina. Me la sono iniettata sottopelle, poi ho vomitato, e ho pensato “Vaffanculo.” Preferivo di gran lunga allucinogeni, mescalina, LSD e acidi. Anche l’erba—e mi facevo di colla e fumavo la polvere d’angelo.
Union Square era IL posto dove trovare la droga negli ultimi anni ’70, vero?
Fourteenth Street e Union Square Park, la gente ora non lo sa, ma quella zona era un supermarket della droga. Ci potevi comprare qualsiasi cosa. C’erano anche un sacco di puttane. Una volta, io e il mio amico pazzo Dave Dolan ci abbiamo comprato dei placidyl e poi siamo andati al Max’s Kansas City. Era la prima volta che mettevo piede in quel club.
Cos’erano i placidyl?
Li chiamavano “jellybeans”. Erano sonniferi per cavallo della dimensione di una pallottola calibro 50.
Cosa ti facevano?
Praticamente ti fottevano il cervello. C’era anche il Tuinal e il Seconal—tutti barbiturici. Credo di avere dei geni veramente fantastici, perché con tutta la merda che mi sono fatto, riesco ancora a partecipare a maratone e triathlon. Posso correre per 30 chilometri senza fatica. Ma stavo dicendo, quella notte da Max ci hanno quasi ammazzati. Ero svenuto in un angolino vicino all’ingresso, ma il mio amico Dave era entrato e aveva fottuto un sacco di soldi al bar. Insomma io ero all’ingresso, mi stavo sbavando addosso, avevo solo 14 anni, ed ecco che vedo le porte spalancarsi. E il mio amico che veniva massacrato di botte. Ai tempi tutti i punk rocker portavano queste scarpe a punta, e i tipi che frequentavano Max all’epoca spaccavano il culo. Mica come sti figli di puttana mezzi sfigati del punk-rock di adesso. Come ho scritto nel libro, erano capaci di colpirti in faccia con una bottiglia per 20 volte di seguito, proprio perché non gliene fotteva un cazzo. E allora ecco che stavo guardando la scena e Dave era totalmente fottuto. Mi si è accasciato accanto, ha guardato verso l’alto e bofonchiato qualcosa del tipo, “Yo, John, aiuto,” e così sono partiti tutti, “Oh, tu sei con lui?” Boom!
Al tempo ti consideravi un punk?
Non saprei. Non sono mai stato uno di quelli alla “Yo, sono un punk rocker.” Non mi davo una definizione. Sapevo solo di essere un bel casino, capisci cosa voglio dire? Ma poi ho cominciato a uscire con questa ragazza, Nancy, e lei mi ha trasformato in un sacco di cose. Mi ha portato al CB e allo Stickballs e in tutti questi club punk-rock after-hour allucinanti. E quell’energia e quella pazzia mi hanno fatto uscire di testa.
All’epoca vivevi per strada o stavi in una casa-famiglia?
Stavo già per strada. Ho passato un po’ di tempo alla Saint John’s Home for Boys, ma non mi ci trovavo per niente bene.
Come sei entrato in contatto con la spiritualità? Dal libro mi sembra di capire che sei stato affascinato dal senso di spiritualità a cui attingeva HR dei Bad Brains.
Ci sono due persone a cui devo un sacco per la mia crescita spirituale, e uno di loro è senza dubbio HR. È un fratello, per me. Mi ha messo un microfono in mano dicendomi, “Muovi il culo e comincia a cantare.” Mentre io cercavo di fare il batterista.
Comunque sì, sono stati HR e Jerry Williams, che è stato una delle persone fondamentali dietro al primo album dei Bad Brains. L’ha prodotto, registrato nel suo studio, e ha praticamente scoperto i Bad Brains. Se non fosse stato per Jerry Williams quell’album non sarebbe mai uscito. Mi ha anche tirato in mezzo con il cibo crudo. Una volta mi ha portato a mangiare vegetariano e mi ha ordinato una “dragon bowl”. Ho pensato, “OK, dove cazzo è la carne di drago?” E invece erano alghe, e mi è venuto da dire, “Che cazzo?” Volevo bene ad HR, ma ho girato l’angolo e mi sono preso un hamburger. Poi quando ha cominciato a portarmi al Vegetarian Paradise e in un posto su Sixth Street che si chiamava Cauldron, ho iniziato a pensare che sta merda in fondo aveva un sapore buono. Alla fine mi ha trovato un lavoro da Prana Foods e, cazzo, sarò pezzente ma mica stronzo. Ho pensato, “Ok, sarà pure merda ma almeno me la mangio gratis.”
E i Bad Brains venivano a scroccarti il pranzo?
Oh sì, venivano sempre da me. Passavano tutti i giorni e io gli riempivo borse di panini—100$ di roba alla volta.
Sto provando ad immaginarti da Prana in divisa, e con tutti i dreads che passavano a trovarti.
Praticamente lavoravo alla finestra del take-away. Succedeva che improvvisamente cinque dreads si affacciavano alla finestra e io facevo semplicemente, “Ok, cosa volete ragazzi?”
Tornando un pochino indietro, mi piacerebbe che mi raccontassi della prima volta che hai sentito parlare dei Bad Brains da un tipo in un club in Virginia.
In quel periodo ero ancora nella marina. Ma mi facevo tantissimo, vendevo roba, praticamente facevo quel cazzo che mi pareva.
Eri ancora nella marina militare?
Sì. Mi ricordo che scappavo di nascosto dalla base per andare a fare l’aperitivo. Mi toglievo l’uniforme, mi infilavo la giacca di pelle, e andavo ai concerti. Ho visto i Teen Idles e gli Untouchables al Taj Majal. Un giorno ci stavo entrando, sempre per l’aperitivo, e Doug, il proprietario, mi si è avvicinato correndo e mi ha detto, “Ehi, devi vedere questo cazzo di gruppo.” Gli ho risposto, “Ok, va bene, andrò a darci un occhio.” Ma lui ha continuato, “No, no—non puoi capire.” Sembrava che avesse appena visto 20 persone tirate giù a colpi di pistola da un cazzo di terrorista o qualcosa del genere. Era fottutamente sconvolto. Così sono andato al piano di sopra e questi stronzi hanno iniziato un pezzo e ho pensato… cazzo, non ci credo.
Dev’essere stato assurdo vederli agli inizi.
E non potevi mai lodare o elogiare HR, perchè rigirava ogni lode a Jah. Sai, non me ne frega un cazzo di quello che sta facendo adesso, o niente del genere. Gli devo un sacco e non potrei mai mancargli di rispetto. È un genio e un essere umano straordinario. E alla fine tutti noi abbiamo i nostri problemi. I Bad Brains hanno cambiato le fottute regole del gioco. Lo sai anche tu. Lo sanno tutti. Ecco perché adesso quando chiedo ai ragazzini se hanno mai ascoltato i Bad Brains e mi rispondono del tipo, “Naah,” gli consiglio, “Andate a comprarvi il cazzo di CD di ROIR subito. Andate a prendervi il DVD di Live at CBGB 1982 subito. Fate i vostri fottuti compiti a casa e imparate da dove cazzo è iniziato tutto.”
Non mi sembra che nessun gruppo punk-rock attuale riesca ad avvicinarsi nemmeno lontanamente ai Bad Brains. Non c’è più niente di rivoluzionario.
Hai ragione. Ci sono solo un sacco di sfigati raccapriccianti con la matita per gli occhi, e lo trovo disgustoso.
E con tutta la merda che c’è in giro adesso… George W. Bush, la guerra in Iraq, la recessione imminente… Voglio dire, smentiscimi pure, ma non c’è quasi nulla a livello musicale che parli di tutta questa merda.
Non ti smentisco. Anzi, ti darò una pacca sulla schiena per averlo sottolineato. Non ascolto nemmeno il 90 percento della merda che c’è ora in giro. Ascolto soltanto le cose in cui sento che c’è del cuore. Se sti stronzi non fanno delle esperienze, come cazzo fanno a parlare di una qualsiasi cosa? Possono solo cantare di quanto sia difficile vivere nella periferia del Connecticut senza l’ultimo modello di Gameboy sul mercato. Dai, smettetela. Per quanto mi riguarda, se non avete affrontato delle avversità, non avete un cazzo da dire. Ecco perché i Cro-Mags hanno pubblicato Age of Quarrel. Io stavo vivendo in un cazzo di squat—e non ti parlo di una sistemazione per l’estate, a noi mamma e papà mica ci mandavano i soldi con la Western Union. Vivevamo in quella merda e questo è il motivo per cui quell’album è quello che è.
Sei il tipo di persona che soffre a sentire un paragone tra la New York di adesso e quella di una volta? Ti mancano i bei pazzi tempi andati?
Beh, c’è da dire che mia madre adesso può passeggiare per strada senza essere rapinata. Ma credo anche che, se fosse ancora pericolosa, ci sarebbero molte meno mezze-seghe in giro. Una volta non ci andavamo ad Alphabet City. Avenue A stava per avventura, Avenue B per bestiale, la C era completamente assurda, e la D era la distruzione. E poi, adesso pago un cazzo di affitto mostruoso. Ma prima o poi tutto torna. Ho scritto un pezzo che si chiama “Seeds of Destruction.” Noi stiamo piantando semi da un po’. Nessun grande impero può durare per sempre, e l’America è il prossimo sulla lista.
Questo non è che un tentativo di graffiare la superficie della storia. Ma se vi siete mai interessati al punk rock o alle storie dove gli sfigati sfavoriti battono i campioni in carica dovete leggere il libro di John, The Evolution of a Cro-Magnon. Lo trovate su punkhouse.org.
Gentille Doctorezza:
Vorei candidarmi per il posto di asiztente
uficcio nela vostra fabrica.
Jo batto i tasti molto beloce con un solo
ditto e faccio i caolcoli molto benne.
Credo che io sono molto util per rispondere
al telefonno, anche se non ho molto studio.
Il mio stipendyo est aperto a discuzione e
veda lei quanto mi puo pagare
quanto pensi che io merito.
Poso inisiare immediatamente.
Molte grazie per la atenzzione.
Zinceramente
Raffaele Bianchi
PS: come il mio curricolo est molto piccolo, allego una mia foto.
Risposta Dipartimento Risorse Umane:
Caro Raffa, Il lavoro è tuo. Abbiamo la correzione automatica di Word!
Questo non è un addio... è un arrivederci... Comunque sarò sempre presente!!! ... A Presto... Amici Blogger!!!
... ma non posterò... fino a quando avrò risolto tutti i miei conflitti!
.. è stato bello stare quì con voi...